Home Comunicati Convegno 2011 Zandonai moderno ed europeo merita di tornare nei repertori (anche della Haydn)
Zandonai moderno ed europeo merita di tornare nei repertori (anche della Haydn) PDF Stampa E-mail

Un convegno di studi serio è difficile da ridurre a uno slogan, ma se proprio si dovesse fare, la tre giorni dedicata a Riccardo Zandonai potrebbe essere riassunta da questo concetto: Zandonai era moderno ed europeo, e oggi la sua musica, non solo quella operistica, meriterebbe di tornare a essere eseguita nei normali repertori e non solo in occasioni eccezionali. Un veicolo potrebbe e dovrebbe essere l’orchestra regionale Haydn. A dirlo è Diego Cescotti, componente del Centro studi Zandonai e responsabile scientifico del convegno dal titolo “La produzione giovanile di Riccardo Zandonai fra tradizione e modernità”, che da giovedì ad oggi ha portato a Rovereto una ventina di studiosi, in gran parte di fama internazionale.  Con Cescotti abbiamo cercato di tracciare un bilancio non erudito ma concreto del convegno, per capire cosa c’è di nuovo sul compositore roveretano.
Cescotti, autore anche dell’intervento iniziale sulla formazione del giovane Riccardo, è ovviamente molto cauto, ma su alcuni punti non si tira indietro: “Da questo convegno emergono cose nuove e cose in parte conosciute ma viste sotto un’ottica diversa. Per esempio, abbiamo sempre saputo che Zandonai fu estremamente precoce, ora possiamo dire che era anche maturo e moderno. A 22 anni non aveva più niente da imparare e, rispetto al contesto italiano, era avanti, attento alle influenze francesi”.
Era anche un autore di successo, che piaceva al pubblico. Un autore facile?
“Direi di no, per esempio non era un compositore di melodie facili, in lui la costruzione è più complessa. Non stravolge il melodramma, sia chiaro, ma che fosse un innovatore, questo sì”.
Perché oggi è così poco eseguito?
“Le ragioni sono molte; ma le cose stanno ora cambiando, grazie ad un lavoro più organico nell’ultimo decennio. Oggi l’attenzione è più continua e una maggiore conoscenza circola nel mondo accademico. Naturalmente questo da solo non basta a rendere popolare questa musica. Però facilita le cose. E poi non solo la lirica, ma anche la musica da camera e sinfonica di Zandonai non stonerebbe in un programma, nella stagione sinfonica della Haydn per esempio. Su questo c’è un’intesa, che speriamo porti i frutti previsti. A Zandonai si pensa come al compositore di Francesca da Rimini, ma – a parte le opere del momento giovanile come Conchita o Melenis – c’è per esempio “Primavera in Val di Sole”, poema sinfonico che non ha mai avuto una esecuzione moderna. Oppure le musiche da camera, di cui esistono anche delle registrazioni, purtroppo non commercializzate, eseguite molto bene dall’Ensemble Zandonai dei Guarino.”
In effetti non è facile trovare cd di Zandonai in negozio.
“Qualcosa c’è e vorrei segnalare anche che proprio in questi giorni è uscito un nuovo Cd di liriche per voce e pianoforte, eseguite da due giovani artiste, Maria Letizia Grosselli e Francesca Vettori.  Certo è un processo lungo e c’è ancora molto da fare, ma Zandonai può tornare in repertorio.”
Progetti per il futuro?
Cescotti sorride: “Calma. Digeriamo quello che abbiamo fatto finora, lavoriamo su piccole cose, interventi nelle scuole o giornate di studio, ma non tormentiamo il pubblico e il mondo accademico con un eccesso di Zandonai. Fra tre anni ci sarà il centenario della Francesca da Rimini e allora un convegno sarà doveroso. E speriamo anche una rappresentazione, cosa non semplice”.
Il convegno che si è chiuso oggi con gli ultimi tre interventi («Forma, luce e suono in tre opere strumentali di Riccardo Zandonai» di Saverio Porry-Pastorel  - «Giuseppe Palanti, scenografo e costumista per Zandonai», di Maria Ida Biggi - «Antirealistic Tendencies in Early 20th Century Italian Opera», di Kii-Ming-Lo) è stato organizzato con l’Accademia degli Agiati, e con il contributo fondamentale del Comune di Rovereto, oltre che di molti altri sponsor. Al convegno è stato abbinato un applauditissimo concerto che giovedì sera alla Filarmonica ha offerto al pubblico pagine rarissime dei lavori giovanili di Zandonai.


Ufficio Stampa Zandonai
(Pegasomedia Comunicazioni)

 
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